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Allenare il "Chi" per sviluppare la presenza scenica
Il "Chi " per i cinesi è la forza vitale di cui l’universo è permeato, grazie ad esso si muovono atomi ed astri ed esiste la vita, significa aria, respiro, energia vitale, energia interna.
Uno dei metodi più efficaci per allenare quest’energia è praticare il Tai Chi Chuan, un’arte marziale per secoli segretamente tramandata da padre in figlio, che dai primi del novecento è andata sempre più diffondendosi nei paesi occidentali.
Da qualche anno, infatti, anche qui in Italia è possibile studiare con maestri di Tai chi o vedere nei parchi gruppi di allievi che eseguono la “forma”.
Ad un primo sguardo può sembrare una ginnastica dolce, una danza con movimenti lenti e maestosi, ma oltre alla velata volontà di combattimento che la rende simile alle danze sacre di antichi guerrieri, scopo del Tai Chi è la riarmonizzazione dell’energia interna in modo da farla fluire liberamente attraverso il nostro corpo.
Il Tai Chi si basa sul principio taoista delle polarità opposte dello yin e dello yang (femminile-maschile, terra-cielo, etc…), è un’arte molto affascinante per tutti, ma in particolare per attori e danzatori che lavorano sulle tecniche corporee e la presenza scenica.
Il dualismo e l’opposizione di forze e direzioni nel movimento, sono principi fondamentali per danzatori e attori (ad esempio per eseguire un semplice pliés occorre lavorare su opposte direzioni, etc…).
Le teorie delle pioniere della danza moderna e vale a dire la "contraction release" (contrazione-rilassamento) di Martha Graham, il "fall-recovery’’ (caduta-ripresa) di Doris Humphrey, lo "abspannung-anspannung’’ (tensione –distensione) di Mary Wigman, si ricollegano allo lo yin-yang taoista.
Da sempre, i grandi artisti contemporanei nel campo del Teatro e della Danza hanno cercato nuove metodologie con lo scopo di sviluppare oltre la tecnica fisica anche la presenza scenica.
Eugenio Barba (fondatore dell’Odin Theatre) parla di “lavoro pre-espressivo”, di “energia tangibile”, chiedendosi cosa renda un attore più credibile di un altro. Nell’allenamento fisico dei suoi attori ha inserito, infatti, lo yoga.
Nella scuola di Bejart a Losanna (Rudra) si studia il kendo; alla London Contemporary Dance School, quando la frequentai quindici anni fa, il Tai Chi era già una delle materie di studio, la scuola creata recentemente da Carolin Carlson a Venezia prevede anche lo studio del Tai Chi per la formazione dei danzatori.
Si può dire che il Tai Chi può potenziare quell’energia interna necessaria a chiunque lavori sulla scena teatrale; possiamo quindi affermare che allenare il nostro “Chi”, oltre ad apportare beneficio alla salute fisica e mentale, aiuti coloro che lavorano col proprio corpo a sviluppare la magia della presenza scenica.
Insegnante: Donella Bucca